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DIECI MINUTI PER UCCIDERE

DIECI MINUTI PER UCCIDERE di FRANCESO CARINGELLA NEWTON COMPTON EDITORI Sto scrivendo questa recensione del romanzo di Francesco Caringella con una penna stilografica. “DIECI MINUTI PER UCCIDERE” è , infatti, molto di più di un legal thriller. E’ un romanzo sulla nostalgia,sulla gioia di vivere e sul dolore di doverla un giorno lasciare quella vita che finisce con il piacerci, molte volte, quando i migliori anni sono oramai passati e spesso sprecati. “Tutto quello che sto per lasciare mi sembra prezioso”, esclama il protagonista del libro Antonio De Santis, negli ultimi dieci minuti che gli rimangono prima di morire assassinato. Dieci minuti in cui dovrà oltre che recuperare con la memoria i fatti salienti e meritevoli della propria esistenza uniti ai propri errori, indagare sul movente e sull’autore del proprio omicidio. Fanno da sottofondo al libro di Caringella la musica di Thelonius Monk ma anche di Keith Jarrett e Pat Metheny; perché è la musica Jazz, quella stessa della Rapsodia in Blue di G. Gershwin tanto per intenderci, quella che meglio descrive la vertigine delle cose e il caleidoscopio delle immagini di quella esperienza che chiamiamo esistenza. Sottofondo scenico sono invece la luce della Puglia e quella della Costa Azzurra, il luogo incantato di “Tenera è la notte” di Francis Scott Fitzgerald. La chiusura del libro è il momento in cui tutti i tasselli devono trovare la loro collocazione. “In un giallo familiare della porta chiusa”-dirà lo stesso autore nei ringraziamenti-occorre coniugare dinamiche familiari, tratti psicologici, coerenza della trama “gialla” e dosaggio della suspence”. Un libro che consiglio vivamente a tutti gli appassionati di criminologia ma soprattutto a tutti gli appassionati della vita in genere. Un bella risposta letteraria alla banalità del male.



                                                          

Pubblicato il 21/2/2016 alle 12.26 nella rubrica diario.

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